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giovedì 2 agosto 2012

Le fiabe di nonno Alzheimer: Cenerentola

CENERENTOLA

  Era il milleottocentotrentatrè e a Londra si festeggiava il compleanno della Regina Vittoria. In una casupola Cenerentola puliva per terra, portava fuori la spazzatura e faceva le spugnature alla matrigna. Io le avevo sempre detto che non mi fidavo di quella lì. Le ho sempre detto che secondo me doveva fare attenzione ai soldi che quella c'aveva le mani lunghe. Ma la matrigna mica mi ha ascoltato. E infatti quella Cerettola lì come si chiama, che non aveva nemmeno il permesso di soggiorno, gli ha fregato pure i mutandoni di eternit. E adesso? siamo tutti in mano a quelli là che fanno quelle cose che sappiamo tutti. Ma noi zitti  eh? Guai a fiatare che sennò il Papa si arrabbia...e allora sai che ti dico? Che al ballo tu non ci vai mi pulisci il camino e mi risintonizzi anche 'sto digitale terrestre del menga.

fin

Robertomaria Matrignone, Cenerentola che fa la scarpetta (6x6  trentaseiasinochesei, olio su olio, aglio, un po' di peperoncino e se volete un filettino d'acciuga e una spruzzata di prezzemolo. Fresco mi raccomando, Museo dello Speedypollo, Firenze)

 

martedì 19 giugno 2012

Le fiabe di nonno Alzheimer: erezione straordinaria. La malattia peggiora

LA VOLPE E' L'UVA

C'era una volpa una volte furba e presuntuosa nonchè piuttosto affamata. Infatti Pinocchio non sapeva che il gatto in realtà era una mina anticarro. Per non parlare di questi giovani che stanno sempre attaccati alla televisione...ma dico io, quando c'era Lui altro che uva e uva, li metteva contro il muro e tatatatatata; un bel repulisti. Il feldmaresciallo Rommel  quello si che era una volpe. E con l'uva ci si puliva il culo!...ma cosa ne sapete voi che avete sempre la pappa pronta.

fin  


Pier della vigna, La volpe + 1 k guarda le carte + pollo da spennare (50x100 cm, odio su tela, Collezione privata, privata del quadro, ora ce l'ho io in salotto che fa bella figura quando vengono i parenti che fanno gli sbruffoni solo perchè ci hanno il SUV, che tra l'altro, per comprarlo hanno fatto due ipoteche sulla casa e quattro sui figli più un mutuo decentennale)

domenica 17 giugno 2012

Le fiabe di Nonno Alzheimer



IL BRUTTO ANATROCCOLO

L'estate era iniziata e mamma anatra stava covando le uova. Al momento della schiusa però si accorse che tra le sue manticore una era molto grande e tutta grigia e rispondeva al nome di Ugo. E uno che esibisce quei colori non era sicuramente delle nostre truppe. Infatti il giorno dopo mentre scavavo una latrina nel ghiacciato terreno della siberia mi si avvicinò e disse "Sono un cigno". Volò via e non lo rividi mai più. L'anno dopo mi comprai la Lambretta. Starnazzava come un anatra. Volò via e non la rividi mai più.

fin

Monello Monelli Anatre spassose (51x70 km, olio su tema, Museo del quaquaqua)



sabato 28 gennaio 2012

Le fiabe di nonno alzheimer: "Il cigno e l'ariete"

IL CIGNO E L'ARIETE

C'era una volta un bellissimo cigno bianco, ma se non ricordo male è morto di dissenteria. Anche il lupo non stava troppo bene e la zia Rosa si lamentava che aveva male ai piedi. Poco dopo morì. Mentre correva felice nel bosco, il cerbiatto incontrò un tenero coniglietto che gli indicò dov'era l'erba più fresca e gustosa da brucare. Polenta e cerbiatto è buonissima.

Fin

Luca Marinuzzi detto "il Pratese" - Il prato del cigno nel prato ( 45x2 mm, olio su prato, Museo del Prato, Madrid)

mercoledì 25 gennaio 2012

Le fiabe di nonno Alzheimer: "L'albero e il cammello"



L'ALBERO E IL CAMMELLO

V'era un argenteo lago dorato e ivi, un albero di castagne. Così il giovane Giovanni scese dal melo di pietra e rispose al cammello dai lunghi e succulenti baffi: "Oh grande Pietanziera! Perchè hai deciso di palesarti di fronte a me? oh nobile figuro, chi sono io? E dove si trova il mio telo da spiaggia cromato?". 
E fu così che i tedeschi ci invasero.
Fin

Lino Bibbione - Il cane di lino (4x6cm, olio su lino, Museo del Lino)



martedì 24 gennaio 2012

Piercheope presenta: Le fiabe di nonno Alzheimer


IL DEMONE E IL GATTO


Così Astharot li guardò dall'alto del suo crine magmatico, goloso e tremendo. Guardò loro negli occhi vitrei di muffa e con le orecchie arrugginite ululò al vento: "Ma ragazzi, ma cosa stiamo facendo. Ivi vi sono pecore e mucche, asini e procioni, pernici e scimmioni, e donnole e mia nonna. Ragazzi cosa stiamo facendo?". Ed è così che dal castoro nacque il fiore più bello.
 Fin

LuigiMaria Marcione detto il "Nasodigomma"(25x80 cm, olio su gomma, Ghommeneim museum NYC)